Il pane che spezziamo ogni domenica sull´ altare, diventa, per l´ azione misteriosa, ma reale, dello Spirito Santo, Cristo stesso. È dato al popolo cristiano come cibo per il cammino della vita, per cementare la comunione e sostenere nelle difficoltà.
Da sempre questo Pane (l´ EUCARISTIA!) è stato portato anche alle membra sofferenti della Chiesa (gli ammalati) e a tutti coloro che per l´ età avanzata non possono intervenire alla celebrazione festiva. Per ora questa bella incombenza è assolta dai sacerdoti, che visitano gli ammalati e gli anziani, purtroppo, poche volte all´ anno... Salva fatta la Confessione sacramentale (che resta compito dei presbiteri ordinati), la Chiesa concede la possibilità ai fedeli laici debitamente preparati e consapevoli di ciò che fanno, di portare anch´ essi l´ Eucaristia nelle case.
Sarebbe molto bello se dopo le due Messe principali (10 e 11.30) si potesse inviare alcuni ministri della Comunione agli ammalati... C´è nessuno che si sente di offrirsi per questo bel servizio ? Sono convinto che, vinta la prima naturale titubanza da parte di tutti, ciò sarebbe un gesto che produce molti frutti: negli ammalati, perché li fa sentire parte viva della Chiesa, nei ministri, che ricevono sempre più di quello che danno, nella Comunità cristiana, che si fa vicina tangibilmente a chi soffre e acquista sempre più la consapevolezza di essere una famiglia, attenta ai più deboli.
Aspetto fiducioso che qualcuno si faccia avanti ! Potete contattare per informazioni il sottoscritto o don Gianluca. Don Ernesto